PROGETTO DI LEGGE - N. 6883




        Onorevoli Colleghi! - La malattia tumorale è una tipica malattia sociale per la sua incidenza e per il grande impatto emotivo che essa è in grado di indurre.
        Molti dati epidemiologici chiariscono questo concetto. In Italia dall'inizio degli anni novanta si registrano circa 230 mila nuovi casi di tumore ogni anno e nel mondo i nuovi casi sono circa 5 milioni. Si calcola anche che nel mondo i malati affetti da tumore siano 14 milioni. Uno su cinque è destinato a morire di cancro.
        Nel 2010 si prevede un incremento dei casi di tumore del 27 per cento in Europa, del 44 per cento in Nord America, del 10 per cento in America Latina e del 116 per cento in Africa.
        La sopravvivenza in termini di percentuale media dei pazienti afflitti da cancro è passata dal 20 per cento del 1930 al 50 per cento del 1990. In Italia i malati "terminali" di cancro sono circa 170 mila all'anno. Le armi a disposizione per combattere questa malattia sono le seguenti: la prevenzione (quella primaria rivolta a modificare drasticamente l'ambiente ed il modo di vivere), la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia.
        In questa prospettiva bisogna prendere atto del fatto che la tecnologia moderna comporta spese sempre maggiori.
        Allo scopo di migliorare la qualità dell'assistenza e delle cure ai pazienti neoplastici e nello stesso tempo di ridurre la mobilità passiva presso le aziende ospedaliere in sede regionale ed extra regionale, si propone di attivare dei servizi autonomi di oncologia nell'ambito delle aziende sanitarie locali (ASL), con un numero di almeno 4 posti letto utilizzabili in day hospital e di affidarne la responsabilità a dirigenti medici di 1o e 2^ livello specialisti in oncologia. Tale iniziativa è suggerita dalla legge sulle linee guida per l'organizzazione della prevenzione ed assistenza in oncologia di cui al comunicato del Ministero della sanità, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 1996, che prevede per bacini di utenza fino a 250 mila abitanti, l'istituzione di unità operative o servizi di oncologia medica nell'ambito delle ASL.
        La tipologia delle prestazioni erogate dovrà avere le seguenti caratteristiche:

            a) somministrazione di chemioterapia antiblastica ai pazienti che necessitano di tale tipo di trattamento;

            b) misure di prevenzione primaria e secondaria dei tumori, quali informazioni all'utenza sui fattori di rischio, esecuzione periodica della visita senologica ed altre metodiche di diagnosi precoce;

            c) programmazione terapeutica per i soggetti operati di tumore che necessitano di terapie supplementari;

            d) monitoraggio dei pazienti in trattamento attraverso periodici esami di rivalutazione.

        L'esecuzione di ogni trattamento dovrà tenere conto della necessaria collaborazione, ove prevista, con i servizi di radioterapia più vicini, allo scopo di poter garantire ad ogni paziente neoplastico, qualora ce ne sia l'indicazione, una terapia integrata che risponda ai criteri più moderni dell'attuale cura dei pazienti affetti da tumore.
        La pianta organica dovrà prevedere un minimo di quattro unità mediche e di quattro unità infermieristiche.
        Ogni servizio di oncologia attivato dovrà essere fornito del requisito essenziale per questo tipo di attività, dotandosi di cappa a flusso laminare per la preparazione dei farmaci citostatici e del necessario materiale per la loro manipolazione.
        Per quel che concerne l'analisi dei costi di gestione di tale iniziativa, essa si può ragionevolmente considerare molto favorevole per le ASL, dal momento che con l'attivazione del day hospital si possono ridurre i ricoveri ordinari di un giorno, venendo incontro ad uno degli obiettivi principali delle stesse aziende.
        Inoltre con la centralizzazione dell'approvvigionamento dei farmaci antiblastici nell'ambito delle farmacie ospedaliere si contiene la spesa farmaceutica di tale settore, evitando che gli stessi farmaci siano acquistati presso le farmacie esterne a costi più elevati. Attualmente l'attività in campo oncologico non è più conciliabile con la permanenza delle unità preposte a tale servizio nell'ambito dei reparti di medicina, per l'assoluta specificità di tale settore, come sottolineato anche dai decreti del Ministro della sanità del 30 e 31 gennaio 1998, pubblicati nel supplemento alla Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 1998, che evidenziano la non equipollenza della oncologia medica alla medicina generale, per l'accesso al 2^ livello dirigenziale del personale del ruolo sanitario nazionale.
        In considerazione di tali motivi si sollecita l'attivazione dei servizi autonomi di oncologia nell'ambito delle ASL, secondo quanto già previsto delle vigenti disposizioni legislative.




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